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“Crediamo che laddove manchi un percorso culturale non sia possibile porre le basi per il ponte necessario a unire vecchie strade a nuovi cammini”.

Durante i mesi di confinamento, ciascuno di noi si è ritrovato a riflettere su questa semplice quanto epocale domanda: come pensavamo di rimanere sani in un mondo malato? Ovvero, fino a quando credevamo che non saremmo mai stati noi “gli altri”? Una banale questione di punti di vista, fragile come un castello di carte crollato nel giro di pochi giorni e che ci ha obbligato a riconsiderare il mondo senza il filtro distorsivo di questa abituale e brutale dicotomia. La nostra riflessione nasce proprio dalla riconsiderazione della parola “Altro”, non più come qualcosa di contrapposto bensì come qualcosa di complementare. Alla nuova luce di questo cardinale cambiamento di punto di vista ci siamo resi conto che molte altre parole intorno a noi stavano ugualmente mutando di significato. Per questo vogliamo iniziare a scrivere un Nuovo Dizionario Ragionato, perché i cambiamenti nella lingua sono lo specchio di una nuova trasformazione culturale e sociale di cui è necessario prendere atto.